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Sara Cancellieri
Il gesto di dipingere
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L’ultimo ciclo di lavori di Sara Cancellieri si sviluppa per ripetizione ossessiva del gesto.
Il colore, trascinato durante la pennellata, diviene solco ripetuto sulla tela, un segno graffiato sulla superficie, come impronte che si associano in una traccia mnemonica.
La variazione tonale, data dalla forza impressa nel gesto stesso, diviene metafora dell’intensità di un messaggio, urgenza di un passaggio e di una comunicazione di esistenza in una realtà sempre più evanescente.
Emerge, così, il valore assoluto del colore che permea l’intera opera, tra contrasti e sottili armonie ; segni ripetuti che dichiarano la necessità dell’artista di incidere nel supporto la sua presenza, intorno un caos inafferrabile.
Le tele, in assenza di telai convenzionali, occupano lo spazio, portando con sé un innato movimento e, proprio come i processi mentali, divengono mutevoli a seconda delle condizioni ambientali ; strutture, dunque, che lasciano l’opera libera nel contesto in cui è posta.
La componente gestuale vive nella contemporaneità, simbolo e testimonianza dell’attualità oggettiva dell’artista.
Ogni movimento resta sulla tela fino a saturarne lo spazio : ricordo che si confonde e vive con gli altri, la tela, non più visibile, diviene territorio di un inconscio pittorico che lotta con la razionalità di questa fitta rete di segni.
Il gesto misura lo spazio, una dimensione di incontro/scontro, un bisogno di eliminare un horror vacui di matrice arcaica, che diviene necessità di esistenza : impronta che sembra, apparentemente, non portare a nulla, ma che può trasformarsi in una storia del mondo, in una catarsi indotta, che analizza il flusso dei pensieri.





