dimanche 15 décembre 2013

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L’artista è presente

, Ciro Vitale et Stefania Zuliani

L’interrogazione paziente dei documenti e l’ascolto sensibile dei ricordi, il gioco incessante della distanza – né troppo vicino né troppo lontano – che prescrive lucidità di sguardo e delicatezza di pensiero, il contatto immediato con i luoghi, con la concretezza indelebile degli odori, con l’evanescenza delle architetture, che sono misure di vita più che di materia

Fare arte per Ciro Vitale è, innanzitutto, un ostinato lavoro di presenza.

Culture #3 (2013)
site-specific installation, burned books, books of wax, strip led and plexiglass (exhibition view Paleocontemporanea at the Catacombs of San Gennaro, Naples)

Un esserci, mite quanto implacabile, che non teme di modificare i rapporti, di compromettere e trasformare le relazioni, i nessi consumati di una tradizione che non sa più tradire e si rifugia nelle convenzioni e nell’ovvietà di risposte fin troppo ben confezionate. Attraverso l’utilizzo di codici e media differenti – tra gli altri, il video, la fotografia, il suono, la scrittura, il ready made -, secondo procedure sinestetiche complesse che appartengono ormai pienamente alla storia delle arti ( ben prima che i visual studies ne ribadissero le ragioni, Dorfles già alla metà del Novecento aveva parlato della natura inevitabilmente mixed media dell’arte presente), Vitale indaga nelle sue opere, installazioni che non sfuggono e a volte persino cercano l’usura del tempo, il significato di un luogo o di un momento storico specifici non cercando di raggiungerne la verità, che resta per fortuna il desiderio sempre inappagato del linguaggio, ma di verificarne piuttosto il valore d’uso, l’efficacia, la capacità di generare discorsi e azioni, di suggerire fratture sulla liscia superficie della comunicazione, i cui eccessi ci impediscono di cogliere quella che Mario Perniola ha definito precisamente la « verità effettuale delle cosa ».

Scatola per la concentrazione (2008)
Technique : audio installation, wood, cotton, sound system and neon light.
Dimensions : cm 375x250x60

Negli spazi di marginalità e di oblio così come nei luoghi conclamati (e quindi occultati) dalla grande storia, nei vicoli di Scafati o nel traffico di piazzale Loreto, l’artista mette in pratica la memoria, la costruisce per forza di partecipazione. Nella sua ricerca, che è fatta di tecniche miste e, soprattutto, di incontri, inattesi quanto voluti, non è interessato alla nuda evidenza del dato, alla sua scoperta o alla sua conservazione, vuole piuttosto dare forma alla parzialità del giudizio, esporre una tesi che è politica ed estetica, una prospettiva di visione che è anche una direzione di intervento. Ne è un esempio compiuto il lavoro realizzato a Salerno nel 2011, in occasione della prima edizione della rassegna Door to door.

"Untitled (L’ineguaglianza quasi inesistente nello stato di natura, ricava la sua forza e il suo incremento dallo sviluppo delle nostre facoltà e dai progressi dello spirito umano e diviene infine stabile e legittima con l’istituzione delle proprietà e delle leggi)". 2011
Site-specific multimedia installation, cotton, wood, neon light, timer, photoluminescent paint and audio system.

Un’installazione progettata e opportunamente modificata in situ, nello spazio monumentale e umano del portone – un accesso e un provvisorio rifugio - di un antichissimo palazzo del centro storico alto della città, un territorio segnato dal prestigio della storia passata e dall’abbandono del presente, meraviglioso ricettacolo di segni araldici e di scorie di esistenze precarie. Qui, in una via appena sfiorata dalla gentrification che ha rischiato qualche tempo fa di compromettere questo quartiere di alte mura e di segreti giardini, Ciro Vitale ha potenziato la contraddizione del luogo, ne ha forzato l’identità plurale facendola deflagrare in oggetti e in simboli riscattati dalla loro banalità quotidiana e persino oleografica – cosa c’è di più ovvio in un vicolo mediterraneo dei panni stesi ad asciugare ? – attraverso la voce, per nulla indulgente, di chi – la signora Rita, che di quest’opera è stata convinta complice - quel luogo ogni giorno lo vive e lo patisce. Nessun racconto, però, nessuna lineare narrazione.

Cronaca di un giorno perfetto (2010)
video 4’45’’ (still images sequence).

Frammenti carichi di intensità, rumori e parole che tagliano il buio, improvvisa e paradossale fonte di rivelazione perché è proprio nel buio che si mostra luminoso il testo che Vitale ha voluto scrivere sul muro dell’atrio. Con un gesto di comunicazione (di appropriazione) che appartiene da sempre alla cultura urbana, dai graffiti di Pompei alle tags newyorchesi, l’artista ha trascritto accuratamente sulla pietra un testo di Rousseau che non lascia dubbi : « L’ineguaglianza, quasi inesistente nello stato di natura, ricava la sua forza e il suo incremento dallo sviluppo delle nostre facoltà e dai progressi dello spirito umano e diviene infine stabile e legittima con l’istituzione della proprietà e delle leggi ». È una dichiarazione ferma, inappellabile, esigente.

Hate (2012)
installation, basalt cobblestones, wax cobblestones, pallet and neon light.
Dimensions : cm 140x224x24

Più che una semplice denuncia, un invito alla riflessione, un’esortazione a ripensare le proprie coordinate, di pensiero e di visione – è l’oscurità che mostra, la luce che nasconde - con la consapevolezza che, come ha suggerito Hannah Arend, « la realtà non è tenace, non è forte, ha bisogno della nostra protezione ».

Senza titolo (omaggio alla memoria dei martiri di Piazzale Loreto) 2010
audio installation, lightbox, wood, cotton, sound system and neon light.
Dimensions : 225x90x110

Una protezione che per Ciro Vitale è compito, e persino impegno, dell’arte.

Evoluzioni (2006)
video installation, iron, video projection and audio.
Dimensions : cm 500x260x160

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